Valle Bormida Pulita: docu-film e dibattito sulle problematiche ex-Acna di Cengio

Published on 13 November 2019 • Ambiente

La sala consigliare del castello di Monastero Bormida era gremita di pubblica la sera di martedì 12 novembre, in occasione della serata dedicata alle problematiche legate alle vicende dell’Acna di Cengio. Organizzata da Mario Cauda, infaticabile combattente per la riqualificazione ambientale della Valle Bormida, e ripetuta ogni settimana in un diverso Comune della Valle (prossime tappe martedì, l’iniziativa ha avuto il compito e il merito di riaprire il dibattito tra la popolazione e di risvegliare la consapevolezza che il netto miglioramento delle condizioni ambientali del fiume, la cui acqua scorre limpida e ospita una ricca fauna ittica, nasconde comunque ancora molti punti oscuri e pericolosi dal punto di vista ambientale.

Dopo la proiezione del docu-film “Bormida”, realizzato dal Comitato Matrice, presentato al Torino Film Festival e contenente le toccanti testimonianze di Marina Garbarino, purtroppo prematuramente scomparsa, grande attivista della lotta contro l’Acna, si è aperto un interessante dibattito in cui Mario Cauda, Camillo Cordasco e il sindaco di Monastero Gigi Gallareto hanno fatto il punto della situazione a cui è giunta la cosiddetta “bonifica” (che altro non è se non una parziale messa in sicurezza) e sulle iniziative che bisogna intraprendere, con unità di intenti di tutta la Valle, affinché la Regione Piemonte torni ad essere protagonista dei controlli e delle verifiche di un sito che, nonostante i lavori eseguiti, resta una potenziale “bomba” chimica sulla testa della Valle Bormida. Altra tematica importante da seguire è quella della causa civile che contrappone Syndial (la società di Eni che gestisce il sito ex-Acna) e Ministero dell’Ambiente e che dovrebbe portare all’auspicato risarcimento per i danni causati da un secolo di inquinamento. Per seguire tutto ciò è necessaria una unità di intenti e di competenze tra le Amministrazioni locali, la Regione, le Province, esperti tecnici e legali che possano costituire un “pool” efficiente e preparato per far fronte a pratiche sempre più complesse, sempre più difficili e sempre più “lontane” dalla quotidianità della gente che vive il territorio. La quale, però, deve essere informata, deve essere coinvolta a partecipare, deve rendersi conto che non basta vedere l’acqua più limpida per dire che è tutto a posto.

Queste serate sono un primo tassello importante della nuova campagna di informazione ambientale sulla Valle Bormida e per la Valle Bormida. Il futuro della Valle Bormida dipende dai suoi abitanti e dai suoi amministratori, partecipare e informarsi è un primo passo per impegnarsi a fare qualcosa per il territorio e non restare passivi di fronte a gravi problemi ambientali che, se non conosciuti e in qualche modo governati, si trascineranno ancora per molti decenni con conseguenze nefaste per abitanti, imprese, agricoltura e per l’ambiente in cui viviamo.