Ripartono le mostre al castello di Monastero Bormida

Published on 10 May 2022 • Cultura

Dopo l’importante riconoscimento della Fondazione Asti Musei, che ha inserito il castello di Monastero Bormida della rete museale astigiana, riparte la stagione espositiva negli attrezzati e suggestivi saloni sottotetto dove, dal 28 maggio al 10 luglio 2022, sarà ospitata una vasta antologica dedicata allo scultore Giovanni Taverna (Alluvioni Cambiò 1911 – Torino 2008), a cura di Donatella Taverna e Francesco De Caria in collaborazione con il Comune di Monastero Bormida e l'Associazione Culturale "Museo del Monastero".

La mostra, basata sui materiali dello studio dell’Artista, ripercorre per tappe la lunga vita di uno scultore che, dopo una fase propedeutica presso lo studio salese di Mina Pittore, allieva di Ettore Tito, si trasferì quattordicenne a Torino per apprendere l’arte della scultura, dapprima presso Stefano Borelli (1894-1962), cui restò legato da amicizia e che ci pare abbia lasciato una decisa impronta nell’arte del Taverna, e poi, per vari anni, come allievo e collaboratore di Leonardo Bistolfi – allora al culmine della fama e da un paio di anni Senatore del Regno per meriti culturali - nello studio di via Bonsignore, presso la Gran Madre. Poté vedere il Maestro e i suoi collaboratori lavorare ai maggiori capolavori quali i Monumenti ai Caduti di Sartirana e di Correggio, al Monumento a Carducci di Bologna, al Monumento a Garibaldi di Savona, al Monumento ai Caduti di Casale, opere dalla notevole carica visionaria, fra le basi della scultura novecentesca in Italia.

Nonostante la venerazione per il Maestro – che provvedeva anche ad una formazione culturale completa degli allievi con programmi di letture e biglietti per le stagioni teatrali – il Taverna nella maturità come artista perseguì un ideale e un modello ascendente alla scultura classica e quattrocentesca, controcorrente rispetto a sperimentalismi e avanguardie. Sin dalla gioventù praticò anche la pittura, soprattutto en plein air; solo nell’età anziana anche per motivi di salute si dedicò maggiormente a nature morte dai colori sfavillanti, piene di vitalità, dalla luminosità solare.

Fu anche direttore artistico alla ESSEVI di Sandro Vacchetti, e fu autore di vari modelli fra l’altro esposte al Castello nella grande mostra dedicata alla “Lenci” nella primavera del 2015.

La mostra comprende una sezione sulla Biografia e formazione dell’Artista. In questa sezione anche opere di Stefano Borelli (1894-1962), di Mina Pittore (1882-1937), di Leonardo Bistolfi. Quindi modelli ceramici da lui ideati per la ESSEVI. E naturalmente sculture – gessi, terrecotte, bronzi – e infine oli e pastelli. Vi sarà anche una sezione didattica con forme, madri forme, ferri etc. L’agile ma completo catalogo è a cura di Donatella Taverna, Francesco De Caria e Pino Mantovani.

La mostra sarà aperta il sabato dalle 15,30 alle 18,30 e la domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30.




Il pensiero che cerca la forma
80 anni di scultura di Giovanni Taverna

(Alluvioni Cambiò, AL 1911 – Torino 2008)

DATE: Dal 28 maggio 2022 al 10 luglio, nei sottotetti del Castello medievale di Monastero

Esposizione a cura di Donatella Taverna e Francesco De Caria in collaborazione con il Comune di Monastero Bormida e l'Associazione Culturale "Museo del Monastero"

Catalogo con testi dei curatori e di Pino Mantovani


La mostra, basata sui materiali dello studio dell’Artista, ripercorre per tappe la lunga vita di uno scultore che, dopo una fase propedeutica presso lo studio salese di Mina Pittore, allieva di Ettore Tito, si trasferì quattordicenne a Torino per apprendere l’arte della scultura, dapprima presso Stefano Borelli (1894-1962), cui restò legato da amicizia e che ci pare abbia lasciato una decisa impronta nell’arte del Taverna, e poi, per vari anni, come allievo e collaboratore di Leonardo Bistolfi – allora al culmine della fama e da un paio di anni Senatore del Regno per meriti culturali - nello studio di via Bonsignore, presso la Gran Madre. Poté vedere il Maestro e i suoi collaboratori lavorare ai maggiori capolavori quali i Monumenti ai Caduti di Sartirana e di Correggio, al Monumento a Carducci di Bologna, al Monumento a Garibaldi di Savona, al Monumento ai Caduti di Casale, opere dalla notevole carica visionaria, fra le basi della scultura novecentesca in Italia.

Nonostante la venerazione per il Maestro – che provvedeva anche ad una formazione culturale completa degli allievi con programmi di letture e biglietti per le stagioni teatrali – il Taverna nella maturità come artista perseguì un ideale e un modello ascendente alla scultura classica e quattrocentesca, controcorrente rispetto a sperimentalismi e avanguardie. Reggono le sue opere un concetto alto, idealizzante dell’Uomo. Sin dalla gioventù praticò anche la pittura, soprattutto en plein air; solo nell’età anziana anche per motivi di salute si dedicò maggiormente a nature morte dai colori sfavillanti, piene di vitalità, dalla luminosità solare.

Fu anche direttore artistico alla ESSEVI di Sandro Vacchetti, e fu autore di vari modelli fra l’altro esposte qui al Castello nella grande mostra dedicata alla “Lenci” nella primavera del 2015.

 

La mostra comprende una sezione sulla Biografia e formazione dell’Artista. In questa sezione anche opere di Stefano Borelli (1894-1962), di Mina Pittore (1882-1937), di Leonardo Bistolfi. Quindi modelli ceramici da lui ideati per la ESSEVI. E naturalmente sculture – gessi, terrecotte, bronzi – e infine oli e pastelli. Vi sarà anche una sezione didattica con forme, madri forme, ferri etc.

Vi saranno anche copie di riviste culturali presenti nella sua biblioteca ed oggi introvabili, “A.B.C.”, “Ij Brandé”.

Materiale fotografico e documentale correderà la mostra.

Periodo di apertura e orari:

28 maggio – 10 luglio

Sabato: 15.30-18.30

Domenica: 10.30-12.30; 15.30-18.30