Monastero Bormida entra in rete culturale della Fondazione Asti Musei

Published on 13 April 2022 • Cultura

Giovedì 14 aprile, alle 11, presso il salone d'onore di Palazzo Mazzetti viene presentato il protocollo d'intesa che darà vita a un coordinamento tra la Fondazione Asti Musei (che gestisce nel capoluogo di Provincia Palazzo Mazzetti, Palazzo Alfieri, Cripta e Museo di Sant'Anastasio, Domus Romana, Torre Trojana, Complesso di San Pietro e Museo Guglielminetti) e alcune delle realtà museali del territorio, tra cui il castello di Monastero Bormida.

Il protocollo è un importante traguardo della Fondazione Asti Musei che apre scenari interessanti per le relazioni tra le istituzioni culturali della Provincia. Al fine di ampliare ed estendere ulteriormente l'azione di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del territorio, la rete mira ad avviare una collaborazione attiva e un percorso comune con alcuni dei soggetti che si occupano di beni culturali, di tutela e di spazi espositivi.

La scelta di inserire tra i protagonisti di questa “rete” di attività culturali anche il castello di Monastero Bormida è un meritato riconoscimento a quasi vent’anni di lavori di recupero, restauro, valorizzazione, musealizzazione di questa importante struttura architettonica, che dal 2013 ospita annualmente attività espositive di alto livello. Grazie alla attività del Comune e della Associazione Museo del Monastero, con la collaborazione di un “pool” di esperti e appassionati d’arte, si sono alternate negli anni le grandi mostre dedicate a Eso Peluzzi (2013), ai 500 anni d’arte del Monferrato (2014), alle ceramiche Lenci (2015), alle interpretazioni dannunziane di Concetto Fusillo (Alcyone, 2016), alla scuola dei pittori torinesi al tempo di Augusto Monti (2017) per poi passare alla scoperta dell’arte al femminile con la pittrice Carmen Barucchi Amey (2018), alla antologica dedicata al grande artista alessandrino Pietro Morando (2019). La pandemia di Covid-19 ha ridimensionato ma non fermato l’attività espositiva, che ha annoverato le personali di Sergio Unia (2020) e Massimo Berruti (2021), per finire con l’impegnativa rassegna “1900-1950: pittura e scultura nel Basso Piemonte”, conclusasi a novembre 2021. Per il 2022 è prevista, da fine maggio a metà luglio, una antologica dello scultore Giovanni Taverna (1911-2008), importante esponente dell’arte piemontese, allievo di Leonardo Bistolfi e protagonista della scultura del Novecento.

“Siamo molto soddisfatti di questo progetto della Fondazione Asti Musei – commenta la presidente della Associazione Museo del Monastero Ilaria Cagno – perché da un lato riconosce la qualità del lavoro fatto in questi anni e ci sprona a continuare nella direzione tracciata, dall’altro favorisce la fruizione dell’arte a livello di territorio, decentrando i flussi turistici dal capoluogo alle aree più rurali ma a loro volta attrattive per le qualità paesaggistiche, enogastronomiche, ambientali. Per una realtà piccola ma vivace come Monastero Bormida è importante inserirsi in circuiti più ampi, anche con semplici operazioni di marketing, finalmente possibili dati i flussi notevoli di visitatori che gravitano sui siti gestiti da Asti Musei”.

Conferma il sindaco Gigi Gallareto: “Abbiamo intenzione, ad esempio, di offrire un ingresso gratuito per la visita al castello e alle sue mostre a tutti coloro che prenderanno il biglietto per le iniziative di Palazzo Mazzetti. Anche intercettando il 10% di questi visitatori, vorrebbe dire raddoppiare il flusso di turisti che potranno apprezzare il castello, la torre campanaria, il ponte romanico, l’antico mulino, i sentieri… In questi mesi stanno poi terminando i lavori di risistemazione della ex-filanda, dove saranno allocate Croce Rossa e guardia medica, nelle cui ex-sedi, in castello, si trasferiranno gli uffici comunali, consentendo così di musealizzare le sale più belle del piano nobile, che ospiteranno la Gipsoteca dello scultore Edoardo Rubino, in fase di prestito dalla Regione Piemonte e dalla G.A.M. di Torino. Il tutto in rete con le gipsoteche Monteverde di Bistagno e Formica di Nizza Monferrato, con il sostegno economico della Compagnia di San Paolo e della Regione. E nel mulino sta prendendo piede il progetto della Casa delle Sementi, per la coltivazione e lo scambio dei semi di cereali e orticole della tradizione della Valle Bormida… Le idee e i progetti non mancano e questa scelta della Fondazione Asti Musei – per la quale ringrazio di cuore il presidente Mario Sacco – ci incoraggia a proseguire su questa strada”.