Coppi l’ultimo mistero: storie ed emozioni sull’onda della memoria

Published on 5 February 2020 • Cultura

Tanti gli appassionati di letteratura e di sport che si sono dati appuntamento lo scorso venerdì 31 gennaio al castello di Monastero Bormida per la presentazione dell’ultimo libro di Adriano Laiolo e Paolo Viberti dedicato alle vicende ancora in parte poco chiare che condussero alla morte per malaria del Campionissimo Fausto Coppi.

Introdotti dalla Responsabile della Biblioteca Patrizia Morino e dal Sindaco Gigi Gallareto, i due autori hanno poi dato vita ad una emozionante e partecipata ricostruzione di quei fatti lontani ma che tornano di stretta attualità alla luce dei tanti misteri ancora irrisolti.

Riportando i ricordi di Adriano Laiolo, testimone oculare dei fatti e grande amico personale di Fausto Coppi, Paolo Viberti, noto giornalista sportivo, ha ricostruito la storia con un continuo coinvolgimento del pubblico, quasi come in una pièce teatrale, suscitando la curiosità e l’interesse di tutti i presenti.

Come mai a Laiolo e Geminiani fu diagnosticata e curata la malaria, o comunque furono dati loro farmaci tali da sconfiggere la malattia, e a Coppi no? Quale incredibile serie di omissioni e di leggerezze hanno compiuto i medici che lo avevano in cura? Perché Coppi, ormai a fine carriera, aveva ancora intenzione di gareggiare? Quanto influiva su questo suo comportamento la situazione economica in cui si era venuto a trovare? Come si svolse la trasferta in Alto Volta, a metà strada tra la kermesse sportiva e il safari esotico? Come visse Coppi la situazione per l’epoca scandalosa della convivenza con la Dama Bianca?

Domande la cui risposta ci viene dalla diretta testimonianza di chi c’era e ha partecipato a quei momenti, la cui esperienza è stata tradotta e interpretata e completata dalla straordinaria cultura ed esperienza sportiva del grande giornalista. Una serata bella, ricca, che ha suscitato la curiosità e l’interesse di tutti i partecipanti. I ricavati della vendita del libro “Coppi, l’ultimo mistero” vengono devoluti ai progetti del Sermig di Torino.