"Come il vento per un incendio": un successo il saggio del corso di teatro di Monastero Bormida

Published on 8 July 2020 • Cultura

Nell’autunno scorso il Teatro del Rimbombo avviava il primo corso di teatro a Monastero Bormida. Forte dell’esperienza maturata in tanti anni di lavoro a Castelnuovo Bormida, si apriva così una nuova esperienza culturale in Langa Astigiana, che ha coinvolto dodici “ragazze” del paese e, in un certo senso, anche tutta la comunità locale. Le lezioni invernali hanno permesso di imparare i movimenti, le posizioni sul palcoscenico, i gesti, le impostazioni della voce, anche il contatto fisico tra le persone, il modo di porsi, la mimica. Poi, quando il corso era entrato nel vivo, la pandemia ha radicalmente cambiato i piani degli organizzatori, che però hanno saputo coinvolgere le allieve a sperimentare, da casa, dei monologhi recitativi, abituando ciascuna a prendere confidenza con il mondo del teatro e a vincere la naturale ritrosia del presentarsi al pubblico.

Dodici donne che interpretano le autrici di dodici delitti – con alcuni testi composti direttamente dalle protagoniste e altri liberamente tratti da “Delitti Esemplari” di Max Hub – e un paese intero – Monastero Bormida appunto – che resta sbigottito da tanta raffinata efferatezza ed esprime dubbi e perplessità con simpatiche dichiarazioni registrate e mandate in onda tra un brano e l’altro della pièce teatrale.

La prova del nove è stato, ovviamente, il saggio finale, intitolato “Come il vento per un incendio”, che si è svolto domenica 28 giugno nello splendido scenario della corte del castello medioevale, dove le dodici attrici, guidate dalla ottima regia di Diego Azzi e Paolo Piazza (che con Laura Gualtieri sono stati gli insegnanti del corso), hanno dato il meglio di sé con una interpretazione davvero intensa e professionale, tutta giocata sulle espressioni, sulla gestualità, sulla allusività dei testi, che il numeroso pubblico ha salutato con prolungati applausi.

Collegato da un “fil rouge” alla tradizionale festa del Polentone e a un misterioso virus che (guarda caso) sembra aver colpito le donne del paese spingendole a manie omicide, lo spettacolo ha visto la comparsa, in video, di tante persone del paese, che hanno così voluto sottolineare la partecipazione a questo progetto culturale da parte della comunità locale, che si è lasciata benevolmente coinvolgere in questa esperienza.

Ora, archiviato il successo della “prima”, non resta che attendere l’autunno per la ripartenza dei corsi, sollecitando nuove iscrizioni da parte di chi, magari un po’ titubante, ha poi visto le proprie compaesane districarsi come autentiche professioniste nella splendida magia del teatro.


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